Papà e mamma tra i docenti, la figlia vince il concorso
Pavia - Concorso per un posto di ricercatore presso la Chirurgia plastica e ricostruttiva dell'università di Pavia, pagato per 5 anni da una onlus (Humana Forma) operante nel campo della chirurgia plastica. Una vincitrice, Silvia Scevola, che doveva entrare in servizio il 31 dicembre. Ma il Senato accademico blocca la nomina e passa gli atti alla Commissione di garanzia, organo introdotto dalla riforma Gelmini.
Sì, perché Silvia è figlia di Daniele Scevola, docente della Facoltà di medicina di Pavia e all'epoca componente del consiglio direttivo della onlus, e di Angela Faga, docente di chirurgia plastica e ricostruttiva, dirigente dell'unico reparto presso la Fondazione Maugeri e all'epoca presidente della onlus Humana Forma, che si impegnava a pagare per 5 anni il ricercatore. Oltretutto, Nello stesso reparto della Maugeri – come riporta la Provincia Pavese – lavora anche il marito di Silvia, Giovanni Nicoletti.
Eppure la madre di Silvia, la docente chirurga Angela Faga, non ravvisa alcuna irregolarità nella procedura. Intervistata dal Corriere della Sera, spiega che "dietro al ricorso alla commissione di garanzia c'è un eccezione del Senato accademico, preoccupato che il finanziamento privato possa in qualche modo l'indipendenza della programmazione universitaria."
Sì, perché Silvia è figlia di Daniele Scevola, docente della Facoltà di medicina di Pavia e all'epoca componente del consiglio direttivo della onlus, e di Angela Faga, docente di chirurgia plastica e ricostruttiva, dirigente dell'unico reparto presso la Fondazione Maugeri e all'epoca presidente della onlus Humana Forma, che si impegnava a pagare per 5 anni il ricercatore. Oltretutto, Nello stesso reparto della Maugeri – come riporta la Provincia Pavese – lavora anche il marito di Silvia, Giovanni Nicoletti.
Eppure la madre di Silvia, la docente chirurga Angela Faga, non ravvisa alcuna irregolarità nella procedura. Intervistata dal Corriere della Sera, spiega che "dietro al ricorso alla commissione di garanzia c'è un eccezione del Senato accademico, preoccupato che il finanziamento privato possa in qualche modo l'indipendenza della programmazione universitaria."