Dalla denuncia per stalking, lesioni ed estorsione al matrimonio. A spiegare questa parabola, ieri in tribunale, è stata la ragazza che aveva querelato quello che allora era il suo fidanzato, e che oggi è il padre di suo figlio.
I fatti sarebbero successi a Montecosaro alla fine del 2011. La giovane era legata a un tunisino senza fissa dimora. Ma, stando alla denuncia, lui le avrebbe fatto scenate violente, e una volta, con uno schiaffone, le avrebbe causato la doppia perforazione del timpano. Inoltre l’avrebbe costretta a darle periodicamente dei soldi, dai 100 ai 500 euro al mese, colpendola con schiaffi, pugni e calci. La ragazza però, rispondendo alle domande del Pm (avvocato Stefano Lanari), ieri ha detto che a spingerla a fare questa denuncia era stata la sua famiglia, all’inizio contraria a questa relazione. Ma era lei a voler aiutare il tunisino con soldi, e cibo e coperte. Ha aggiunto che la loro era una relazione burrascosa, ma anche che lei tornava da lui quando veniva lasciata. In pratica ha ritirato tutte le accuse, tranne quella di lesioni che rimarrebbe comunque in piedi. Per questo il giudice Giovanni Manzoni, in tribunale a Macerata, ha disposto di sentire solo un testimone, l'otorino, sulla gravità delle lesioni. Il processo è stato quindi rinviato a maggio. L’imputato è difeso dall’avvocato Vanni Vecchioli. (Il Resto del Carlino)
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